L’elettroencefalografia (EEG) misura l’attività elettrica del cervello rilevando i segnali provenienti da elettrodi posizionati sul cuoio capelluto (Teplan, 2002). A seconda del dispositivo EEG, vengono utilizzati diversi sistemi di posizionamento degli elettrodi. I dati EEG grezzi vengono tipicamente raccolti e poi elaborati per estrarre specifiche bande di frequenza rilevanti per il rilevamento dello stress, principalmente le onde alfa e theta.

L’elaborazione dei dati EEG prevede diversi passaggi. Innanzitutto, il segnale EEG continuo viene suddiviso in segmenti più brevi, o epoche, solitamente della durata di pochi secondi ciascuna, per semplificare l’analisi. Queste epoche vengono poi sottoposte ad analisi spettrale, che calcola la densità spettrale di potenza e consente l’estrazione di caratteristiche nel dominio della frequenza (Yang et al., 2018). L’attenzione si concentra principalmente sulle bande di frequenza alfa (8–13 Hz) e theta (4–7 Hz), note per riflettere l’attività cerebrale correlata allo stress.

Le onde alfa sono tipicamente associate a stati di rilassamento e sono comunemente osservate durante condizioni di riposo o inattività (Prent & Smit, 2020). Al contrario, le onde theta sono legate al carico cognitivo, all’attenzione e all’eccitazione emotiva, rendendole particolarmente rilevanti per la valutazione dello stress (Abdalhadi et al., 2024). Pertanto, la potenza all’interno di queste bande viene calcolata e analizzata per determinare i livelli di stress durante le sessioni sperimentali.

Figura 5. Elettroencefalogramma (EEG), fonte: https://www.neeuro.com/blog/understanding-electroencephalogram-eeg-for-better-brain-health

Figura 6. Le mappe cerebrali cambiano a seconda del valore della potenza alfa dei partecipanti di successo/insuccesso a diversi livelli CCT, fonte: Erkan et al., 2025. 

Le firme EEG correlate allo stress cerebrale, come la riduzione della potenza alfa e l’aumento dell’attività theta, sono marcatori diretti di come percezione, emozione e cognizione siano influenzate dalle condizioni ambientali, in particolare dalla luce (Yang et al., 2018; Abdalhadi et al., 2024).

La fototerapia è un intervento mirato che utilizza luce artificiale ad alta intensità e a spettro ampio per simulare la luce naturale del giorno e resettare l’orologio interno del corpo. Tipicamente somministrata tramite una light box da 10.000 lux, è particolarmente efficace al mattino per riallineare i ritmi circadiani e migliorare la regolazione neurale dello stress e dell’umore.

Figura 7. Fototerapia, fonte: https://www.universiteitleiden.nl/en/research/research-projects/social-and-behavioural-sciences/psychology/bioclock-light-therapy-for-depression