Una volta gettate le basi, gli studenti passano alla fase di esecuzione, dove sperimentano come funziona realmente il trasporto della nanomedicina.

In un laboratorio di realtà aumentata, vengono virtualmente rimpiccioliti fino alle dimensioni di una nanoparticella e inseriti in un flusso sanguigno simulato. La loro missione: consegnare un farmaco salvavita al sito di un tumore. Durante il percorso, devono evitare le cellule immunitarie che cercano di distruggerli, navigare attraverso i vasi sanguigni e trovare un modo per superare le membrane cellulari e rilasciare il loro carico.

Il sistema di realtà aumentata funge da guida, offrendo istruzioni dettagliate e spiegazioni visive di ogni fase del viaggio. Gli studenti vedono come diversi progetti, come il rivestimento delle nanoparticelle con molecole “stealth” per nascondersi dal sistema immunitario, influenzano il loro successo.

Questi esercizi interattivi sono ispirati dalla bio-ispirazione presente in natura. Proprio come i virus si sono evoluti per entrare nelle cellule in modo efficiente, gli ingegneri della nanomedicina imitano queste strategie per scopi benefici. Gli studenti sono incoraggiati a riflettere: come trasporta la natura le molecole e cosa possiamo imparare da essa?

Al di fuori della realtà aumentata, semplici attività in classe rafforzano la lezione. Ad esempio, perline e gel possono essere usati per modellare il movimento delle nanoparticelle attraverso le barriere, aiutando gli studenti a collegare idee astratte con esperienze tangibili.

Il feedback è integrato nel processo. Le applicazioni di realtà aumentata mostrano immediatamente se il farmaco ha raggiunto il suo obiettivo. Gli studenti registrano le loro riflessioni nei diari di laboratorio digitali e le discussioni di gruppo permettono loro di condividere strategie e confrontare i risultati.